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Prof.ssa MARIA GIUSEPPINA MUZZARELLI
Università degli studi Alma Mater di Bologna
ALLE RADICI DELL'APPROCCIO FEMMINILE AL CIBO: MISURA, CONTROLLO, ECCEZIONI, SPECIFICITÀ.
L’idea è quella di condurre un ragionamento sul rapporto delle donne con il cibo a partire dalle posizioni teoriche del mondo cristiano che ha assegnato ad Eva la responsabilità della caduta dell’umanità nella finitezza per non aver saputo resistere alla tentazione di un frutto. Ne è derivato sospetto e paura nei confronti del genere femminile e il programma di custodire le donne e far loro assumere “misuratamente” i cibi, perlomeno in pubblico. L’obbligo a mostrarsi inappetenti o poco attratte dai cibi ha attraversato i secoli con conseguenze ancora oggi ben visibili ma anche con concessioni ed eccezioni. Fra le eccezioni il pasto per la puerpera autorizzata addirittura a bere un po’ di vino (fermamente vietato alle donne) mentre la balia si prende cura del piccolo. Sull’allattamento delegato vale la pena un piccolo approfondimento per ragionare come sul più “naturale” dei legami fra donne e cibo (la madre che si fa cibo per il proprio figlio hanno a lungo agito elementi culturali che hanno modificato la relazione.
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