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RELATORI 2023 List

Il latte svolge un ruolo cruciale nella modulazione positiva del microbiota intestinale, grazie alla presenza di probiotici come il Lactobacillus e il Bifidobacterium.
Questi microorganismi favoriscono l'equilibrio tra batteri benefici e dannosi nell'intestino, promuovendo la salute gastrointestinale e il sistema immunitario.
Il latte è fonte anche di importanti prebiotici, come l'oligosaccaride del latte umano (HMO), che sostengono la crescita dei batteri benefici nell'intestino fin dai primi giorni di vita e favoriscono il corretto sviluppo della barriera intestinale.
Pre e Probiotici contenuti nel latte contribuiscono a migliorare l’omeostasi intestinale, favoriscono la digestione e partecipano alla sintesi di vitamine essenziali.
La sua composizione in macronutrienti (polisaccaridi, proteine, lipidi) e micronutrienti (vitamine, calcio, fosforo) lo rendono un alimento nutrizionalmente completo in ogni età della vita
Il latte è dunque un alleato fondamentale nella promozione del benessere del microbiota intestinale, svolgendo un ruolo chiave nella salute intestinale e -  di conseguenza - generale anche per il nostro organismo.

Prof. EMANUELE RINNINELLA

Università Cattolica del Sacro Cuore - Sede di Roma, Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCSS - Roma

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I cereali e i prodotti a base di cereali possono essere contaminati da micotossine, tossine naturali prodotte in condizioni ambientali favorevoli da funghi microscopici del genere Aspergillus, Fusarium e Penicillium.
Quali i rischi per la salute dei consumatori?
Spesso l’allarmismo alimentato dai mezzi di comunicazione di massa, inclusi i social media, è ingiustificato.
A tutela del consumatore, infatti, sono stati definiti regolamenti che fissano i livelli massimi ammissibili di micotossine nei cereali e prodotti derivati destinati al consumo umano e sono state pubblicate raccomandazioni e linee guida per la prevenzione e il controllo delle micotossine lungo la filiera cerealicola. Inoltre, nell’Unione Europea è stato istituito il sistema rapido di allerta comunitario (RASFF) a cui partecipano tutti gli Stati membri dell'Unione Europea per notificare in tempo reale i rischi per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti o mangimi.
Infine, in Italia, numerosi sono i controlli sulle micotossine da parte delle aziende e ad opera del Ministero della Salute, delle Regioni e delle Province Autonome attraverso le loro strutture territoriali (NAS, USMAF, IZS, ARPA, ISS, ASL-SIAN) nell’ambito del Piano nazionale di controllo ufficiale di contaminanti agricoli e tossine vegetali naturali negli alimenti. Il rischio che prodotti a base di cereali contaminati da micotossine a livelli di attenzione possano raggiungere le tavole dei consumatori è quindi molto limitato.

Prof. MICHELANGELO PASCALE

Istituto di Scienze dell’Alimentazione, Consiglio Nazionale delle Ricerche, via Roma 64, Avellino

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Verità e fake news

Dott. PASQUALE DE VITA

Dirigente di Ricerca CREA

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Verità è fake news: l'origine del frumento.

Prof.ssa CINZIA MONTEMURRO

Ricercatore universitario AGR07 presso l'Università di Bari - Presidente Cda Sinagri srl

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IN PROGRESS

Prof. FRANCESCO GIORGINO

Professore ordinario di Endocrinologia, Dir. Dip. di Medicina di Precisione e Rigenerativa e Area Jonica - UNIBA

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Vedi intervento

Prof.ssa MARIA DE ANGELIS

Professore Ordinario Dipartimento Di Scienze Del Suolo, Della Pianta E Degli Alimenti (Di.S.S.P.A.)

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La persona più longeva al mondo ha vissuto fino a 122 anni, e ci sono altri supercentenari che hanno raggiunto un'età avanzata in salute. Oltre alla genetica, fattori ambientali, compresa l'alimentazione, possono influenzare la longevità. Tuttavia, la ricerca in questo campo spesso fornisce dati contrastanti, creando confusione.
Per affrontare questa sfida, è stato sviluppato un approccio multidisciplinare noto come "Cinque Pilastri della Sana Longevità," che combina ricerca di base, epidemiologia, studi clinici, studio dei centenari e sistemi complessi.
Questo approccio aiuta a filtrare la vasta quantità di studi sulla longevità e le malattie, creando una base solida per le decisioni dietetiche. Utilizzando questo approccio, è emerso che una dieta ricca di proteine o zuccheri semplici può accelerare l'invecchiamento e le malattie associate, come diabete, obesità, cancro, malattie cardiovascolari, neurodegenerative e autoimmuni.
In particolare, la quantità e la tipologia dei nutrienti influenzano l'attivazione dell'ormone della crescita (GH) e l'espressione dei geni legati all'invecchiamento. Ridurre l'attività di questo ormone e IGF-1 è associato a un minor rischio di cancro e diabete. Questi studi si basano su pazienti affetti dalla Sindrome di Laron, che mostra un'alta sensibilità all'insulina nonostante l'obesità.
Oggi, è possibile ridurre l'espressione di GH e IGF-1, insieme ad altri geni legati all'invecchiamento, attraverso la "Dieta della Longevità" e la "dieta mima digiuno". Questo approccio consente di ottenere i benefici del digiuno, come la rigenerazione cellulare e la perdita di grasso viscerale, in maniera sicura ed efficace.
Studi su pazienti hanno dimostrato che la dieta mima digiuno può ridurre grasso viscerale, glicemia, pressione, colesterolo, IGF-1, Proteina C Reattiva e trigliceridi. Ricerche preliminari su malattie autoimmuni e cancro suggeriscono che, insieme alle terapie standard, la dieta mima digiuno può contribuire alla rigenerazione cellulare sistemica, incluso il sistema immunitario.
Nuovi studi in Europa e negli USA stanno cercando di confermare questi risultati preliminari, adattando la dieta mima digiuno alle specifiche patologie.
La Fondazione Valter Longo Onlus applica questo approccio sistematico per aiutare i pazienti nella prevenzione e terapia di malattie legate all'invecchiamento, come diabete, obesità, cancro, malattie cardiovascolari, neurodegenerative e autoimmuni, utilizzando piani nutrizionali personalizzati basati sulla "Dieta della Longevità."
Questo approccio offre una modalità quasi farmacologica per modulare i geni che regolano l'invecchiamento, promuovendo una vita lunga e sana.

Prof.ssa ROMINA INES CERVIGNI

Responsabile scientifica Fondazione Valter Longo

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Vedi intervento.

Dott.ssa DANILA CHIAPPERINI

AD & Co-Founder ApuliaKundi Srl – PMI Innovativa

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Quali sono gli elementi conflittuali tra significato attribuito al cibo, il modo come esso è comunicato dai media e i disturbi dell'alimentazione? Perché i cibi salutisti e vegetariani a volte mimano l'aspetto della carne o delle proteine animali, quali sono le implicazioni sul piano della percezione dei consumatori?
Come sono percepiti i cibi "salutotropici", come tali prodotti possono influenzare le scelte dei consumatori e contribuire alla complessa relazione tra alimentazione, salute e industria alimentare?
Si cercherà di fornire degli spunti di riflessione in risposta a queste domande, in una prospettiva preminentemente psicologica.

Dott.ssa GIUSEPPINA SPANO

Ricercatrice a tempo determinato di tipo A, Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione, UNIBA

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Quali sono gli elementi conflittuali tra significato attribuito al cibo, il modo come esso è comunicato dai media e i disturbi dell'alimentazione? Perché i cibi salutisti e vegetariani a volte mimano l'aspetto della carne o delle proteine animali, quali sono le implicazioni sul piano della percezione dei consumatori?
Come sono percepiti i cibi "salutotropici", come tali prodotti possono influenzare le scelte dei consumatori e contribuire alla complessa relazione tra alimentazione, salute e industria alimentare?
Si cercherà di fornire degli spunti di riflessione in risposta a queste domande, in una prospettiva preminentemente psicologica.

Prof. ANDREA BOSCO

Professore Ordinario di Psicometria Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazioni UNIBA

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Il consumo di carne in alcune aree del pianeta, le più ricche, è un elemento molto discusso, in quanto oggetto di osservazioni relative agli aspetti etici, di impatto sulla salute umana e, più recentemente, anche in relazione alla salvaguardia  ambientale.
La relazione proverà a fornire risposte, sulla base delle più recenti conoscenze ed acquisizioni scientifiche, ad alcune delle domande che più frequentemente una persona si pone su questo tema.
Si parlerà di allevamenti intensivi ed estensivi, di sacrificio animale, di carni “rosse e bianche”, con un cenno anche alla cosiddetta “carne coltivata”.

Prof. PASQUALE DE PALO

Professore Ordinario a tempo pieno in Zootecnia Speciale –SSD AGR/19 – SC 07/G1 presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria UNIBA.

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L’introduzione di Novel Food sul mercato agroalimentare è un tema di forte interesse strettamente collegato con la modificazione ambientale, economica e sociale che noi e il nostro pianeta stiamo vivendo. La ricerca su fonti proteiche alternative è ormai una necessità per assicurare cibo per tutti e per salvaguardare le risorse naturali. In particolare insetti edibili e carne coltivata sono tra le più importanti frontiere di ricerca sul tema. Nonostante però il forte interesse del comparto agroalimentare, diverse barriere risultano ancora da superare, principalmente legate al complesso e spesso poco conosciuto processo di approvazione dei nuovi alimenti, dettato dal Regolamento comunitario sui Novel Food, e dalla difficoltà di approccio al consumatore, spesso resistente all’introduzione di nuove fonti alimentari.

Prof.ssa AUGUSTA CALIGIANI

Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, Università degli Studi di Parma, Parco Area delle Scienze 27A

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Il consumo di carne, in particolare quello di carne rossa e processata è riconosciuto come un fattore di rischio per la comparsa di neoplasie in particolare del colon retto, al contrario di quello della carne bianca.
Tuttavia demonizzare il consumo di carne “di per sé” non è una buona raccomandazione dal momento che bisognerebbe anche discutere delle quantità consumate, delle tecniche di cucina, dall’associazione con gli altri componenti della dieta quotidiana e più in generale dello stile di vita adottato.
Altra importante considerazione è anche l’ambito geografico dove gli studi epidemiologici vengono condotti, in relazione alle abitudini e tradizioni alimentari che sono molto variabili nei diversi paesi ed anche nelle diverse regioni del territorio nazionale. In conclusione è necessario sottolineare come il corretto stile di vita, basato sulla costante attività fisica ed una alimentazione equilibrata, che limita il consumo ad esempio di carne rossa sia raccomandabile ma evitando inutili allarmismi estesi ad altre tipologie di carne che rappresentano un’importante fonte di proteine per l’organismo umano.

Prof. GIANLUIGI GIANNELLI

Direttore Scientifico IRCCS “Saverio de Bellis”, Castellana Grotte (BA)

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Negli ultimi anni si sente sempre più parlare di sostenibilità anche per il settore ittico sia per quanto riguarda la pesca che per l’acquacoltura. Ma quali sono oggi gli strumenti che abbiamo per misurare in modo concreto la sostenibilità di un prodotto ittico? Quali possono essere i parametri più significativi per una sua valutazione il più possibile oggettiva? Come fare una spesa sempre più consapevole nel rispetto delle risorse, dell'ambiente, dell'economia del nostro territorio e attenta alla qualità di ciò che acquistiamo? Casi studio e consigli per non prendere "granchi" quando si va a fare la spesa di prodotti ittici.

Prof.ssa VALENTINA TEPEDINO

Esperta ittica, autrice del Blog "Informare per non Abboccare" ( https://informare.eurofishmarket.it/ )

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IN PROGRESS

Prof.ssa TIZIANA STALLONE

Presidente Enpab Ente Nazionale Previdenza Assistenza Biologi

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Quando si parla degli effetti di latte e derivati sullo stato di salute vengono descritti effetti sia favorevoli sia sfavorevoli, anche da persone professionalmente competenti e questo naturalmente genera confusione.
Un motivo è che all’interno dello stesso gruppo sono inclusi alimenti tra loro differenti per contenuto dei macronutrienti (grassi, proteine e carboidrati) e qualità dei grassi, come yogurt, latti fermentati, ricotta, formaggio fresco e stagionato, burro e panna.
Se escludiamo gli effetti negativi che possono derivare da un eccessivo consumo di formaggi particolarmente ricchi di grassi saturi, latte e derivati esercitano effetti prevalentemente positivi.
Il latte copre buona parte del fabbisogno di importanti minerali e vitamine, i latticini rappresentano uno dei gruppi alimentari essenziali per un'alimentazione quotidiana bilanciata e le linee guida per una sana alimentazione suggeriscono di consumare tre porzioni al giorno di latte o yogurt (pari a circa 375 ml) e tre porzioni a settimana di formaggio (pari a 100 grammi per quello fresco e a 50 per quello stagionato).
Ancora, i latticini proteggono l’osso dalla osteoporosi e molti organi e tessuti dal cancro (soprattutto il colon); inoltre, riducono il rischio di obesità, diabete mellito, ipertensione arteriosa, dislipidemie e malattie cardiovascolari e cerebrali (soprattutto lo yogurt e i derivati fermentati del latte).

Prof. GIOVANNI DE PERGOLA

Centro di Nutrizione Clinica per la Ricerca e la Cura dell’Obesità e delle Malattie del Metabolismo, IRCCS de Bellis (Ba)

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Il latte materno è un vero e proprio “superfood” per una serie di caratteristiche che lo rendono inimitabile ed insostituibile, ma al contempo rappresenta per il neonato un mezzo che consente uno scambio relazionale totale con la madre. Per questo, quando si parla di latte e di alimentazione, dal neonato al lattante, non ci si deve limitare solo agli aspetti nutrizionali.
Il latte materno ha importanti effetti epigenetici che ulteriormente sottolineano il suo valore e sono documentati da una serie di vantaggi non solo per il neonato ma anche per la mamma che allatta, sia a breve che a lungo termine. Quando vi è la necessità di ricorrere alle formule adattate è importante conoscerne le caratteristiche e scegliere con criterio.

Prof. NICOLA LAFORGIA

Prof. Ordinario di Pediatria UNIBA

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I derivati del latte iperproteici sono prodotti
   lattiero-caseari arricchiti che possiedono quantità di proteine superiori
   rispetto ai prodotti lattiero-caseari tradizionali. Questi prodotti sono progettati per fornire una fonte concentrata di proteine a individui che
possono avere specifiche esigenze dietetiche o nutrizionali.
Ma chi ne ha
   un effettivo bisogno?
Un percorso conoscitivo tra atleti, anziani, bambini in crescita e donne incinte per capire se tali prodotti possono essere
messi nel nostro carrello.

Prof.ssa ELISABETTA BERNARDI

Nutrizionista
 - UNIBA

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Come sulla Terra, il cibo svolge un ruolo fondamentale nell'esplorazione umana dello spazio. Non sorprende quindi che già dal primo viaggio dell'uomo nello spazio, gli scenziati abbiano condotto test sull'alimentazione in orbita. Da quel fatidico inizio, il cibo per astronauti ha dovuto fare molti passi, soprattutto per quanto riguarda la palatabilità. Ad oggi, il cibo è, per lo spazio, non solo una soluzione ad importanti problemi logistici, ma anche un'opportunità per contrastare gli effetti negativi che l'ambiente spaziale ha sulla salute fisica e psicologica degli astronauti.

Dr.ssa MARTA DEL BIANCO

PhD - Ricercatore Agenzia Spaziale Italiana (ASI) - Direzione Scienza e Ricerca

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IN PROGRESS

Prof. RICCARDO AMIRANTE

Docente Politecnico di Bari

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"L'olio d'oliva, ed in particolare l'olio extra vergine, è il grasso alimentare ritenuto più nobile per le sue peculiarità compositive, da cui derivano i suoi benefici nutrizionali ed è per questo che rappresenta uno dei capisaldi del modello alimentare per eccellenza - la Dieta Mediterranea. Ma se consideriamo l'andamento produttivo e il conseguente rimbalzo dei prezzi nelle ultime due campagne, abbiamo una criticità urgente su cui riflettere: il trend dei consumi in netta diminuzione a livello globale. Eppure, nonostante i rincari, il costo del consumo di olio extra vergine equivale a meno di mezza tazzina di caffè al giorno. Siamo realmente consapevoli del valore intrinseco di questo prodotto o riteniamo l'olio extra vergine non più un "caro" alleato della nostra salute? Durante la presentazione verranno riportati i trend di produzione, consumi e prezzi per valutare le reali criticità del settore e le sfide per il futuro.

Prof.ssa ANNA CANE

Presidente del gruppo olio di oliva Assitol Gruppo.

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Nel nostro organismo ci sono interruttori della trascrizione genica che permettono di “accendere” o “spegnere” coerenti programmi cellulari capaci di modificare processi importanti per il nostro organismo come il metabolismo, l’infiammazione e la proliferazione cellulare.
Tra questi interruttori ci sono i sensori dei nutrienti: oltre al loro valore organolettico, calorico e biochimico, gli alimenti hanno quindi la capacita’ di modificare direttamente il funzionamento del il nostro organismo. 
In questa presentazione spiegheremo come l’olio di oliva modifica il metabolismo e il comportamento delle cellule del nostro organismo, e le possibili implicazioni sulla promozione della salute e nella prevenzione di diverse malattie.

Dott. MICHELE VACCA

Dip. Interdisciplinare di Medicina, UNIBA-Hepatic Metabolism and NAFLD” Laboratory Roger Williams Institute of Hepatology (UK)

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Vedi intervento.

Prof. DANILO PORRO

Direttore Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare, IBFM (CNR), Segrate (Mi)

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A fronte dei tanti messaggi contraddittori che spesso si sentono riguardo gli alimenti e le diete, l’olio d’oliva spicca per essere l’unico di cui sono state provate le proprietà salutari nell’uomo.
In questa presentazione spiegheremo come si è arrivati a questi importanti risultati, perché è cosi difficile sapere se quello che mangiamo ci fa bene o ci fa male e perché l’olio d’oliva è un’importante eccezione.

Prof. FRANCESCO VISIOLI

Dipartimento di Medicina Molecolare Universita' di Padova

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